Irpinia Coda di Volpe DOC 2023 - Vadiaperti - Traerte
Vadiaperti

Irpinia Coda di Volpe DOC 2023 - Vadiaperti - Traerte

CHF 16.00
  • In pronta consegna (solo un prodotto)
  • Annata: 2023
  • Denominazione: Irpinia DOC
  • Vitigno: coda di volpe 100%
  • Alcol: 13%
  • Formato: 0.75L
  • Allergeni: Solfiti
  • Consumo ideale: 2024/2032
  • Temperatura di servizio: 8/10 °C
  • Momento per degustarlo: Cena tra amici
  • Giudizio di Tannico: 94pt
  • Tipologia: Bianco

Note di degustazione

Giallo paglierino con riflessi dorati. Sfumature agrumate di limone e mandarino si uniscono a ricordi fruttati di mela, pera e pesca. Completano il bouquet olfattivo toni minerali e richiami leggeri alle erbe aromatiche. Concentrato e carnoso in bocca, morbido ed equilibrato, pulito in chiusura.

Abbinamenti

Si sposa perfettamente con la cucina marinara. Da provare in abbinamento ai vermicelli con le alici.

Irpinia Coda di Volpe DOC 2023 - Vadiaperti - Traerte: Perchè ci piace

Uno dei vitigni autoctoni più diffusi nella provincia di Avellino, è quello del coda di volpe, dalle cui uve vinificate in purezza è ottenuto questo Irpinia Coda di Volpe DOC - Vadiaperti - Traerte. Lasciato maturare esclusivamente in acciaio, è equilibrato e avvolgente, fresco ma morbido nel contempo. Diretto e schietto, si dimostra generoso senza remore tanto al naso quanto al palato.

Cantina

Al 1984 risale la produzione della prima bottiglia di Fiano di Avellino etichettata Vadiaperti, azienda vitivinicola di Montefredane.
Gestita attualmente da Raffaele Troisi, la cantina può contare su sei ettari vitati e persegue da sempre la valorizzazione dei vitigni locali. Avendo impostato il lavoro tra i filari in modo tale che sia necessario il minimo intervento umano, nel cuore dell’Irpinia, tra i 400 e i 600 metri di altitudine, lungo la valle del fiume Sabato, sono allevate viti di fiano, greco, coda di volpe e aglianico. Passando in cantina, lo scopo principe si ricollega alla filosofia perseguita nel vigneto: far parlare il territorio e le tradizioni, racchiudere in bottiglia l’aria di Campania.

Dal 2011 tutto ciò ha preso il nome di un nuovo progetto, Traerte, il cui ispiratore rimane lo stesso Raffaele Troisi. Il nome, appunto “Traerte”, significa letteralmente “tra strade di montagna”, ma aldilà di significati ed etimologia, che sia Traerte o Vadiaperti, ciò che è rimasta una piacevole costante nei vini prodotti dalla famiglia Troisi è la coerenza stilistica, lontano dalle omologate mode enologiche, ma di contro vicina a territorio e tradizioni, uniche variabili in grado di regalare vini di personalità e spessore, raffinati ed eleganti, perfettamente bilanciati tra profumi e aromi.

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