Nel XIX secolo le colline intorno a Gattinara erano più vitate delle Langhe, e i vini che producevano erano più apprezzati di Barolo e Barbaresco. Poi è arrivata l'industrializzazione del dopoguerra, e i vigneti sono stati abbandonati uno dopo l'altro. Oggi la DOCG Gattinara ha solo 111 ettari vitati in tutto: meno di qualsiasi grande vigneto di Borgogna. Il Nebbiolo, qui chiamato Spanna, cresce su suoli porfirici di origine vulcanica in provincia di Vercelli, e dà vini con un profilo minerale e una freschezza che li distinguono nettamente dai cugini delle Langhe.
DOCG base e Riserva: cosa cambia nel bicchiere
Il disciplinare del Gattinara impone 35 mesi di invecchiamento totale per il base e 47 mesi per la Riserva, con una quota obbligatoria in botti di legno. Tempi lunghi che plasmano il profilo del vino: tannini che si integrano progressivamente, acidità marcata che garantisce longevità, note che evolvono dalla frutta rossa fresca verso tabacco, viola appassita e spezie. Il blend ammette fino al 10% di Uva Rara e Vespolina, ma nella pratica quasi tutto il Gattinara prodotto oggi è Nebbiolo in purezza, segno di una viticoltura migliorata e di rese più basse. L'Alto Piemonte conta altre denominazioni a base Nebbiolo, come Ghemme, Boca e Bramaterra: il Gattinara è la più strutturata e longeva del gruppo, oltre che l'unica con status DOCG dal 1990. Per chi vuole esplorare i vini rossi piemontesi oltre le Langhe, è il punto di partenza più interessante.
Abbinamenti e quando aprire la bottiglia
Il Gattinara giovane non è un vino facile: tannini serrati e acidità alta richiedono tempo per ammorbidirsi. Da tre a cinque anni dall'annata è il minimo per il base; la Riserva guadagna da sette anni in poi. A tavola regge i piatti della tradizione vercellese e novarese, in primo luogo i risotti al vino rosso, ma anche brasati, arrosti di manzo, selvaggina da pelo e formaggi stagionati a pasta dura. La decantazione è quasi sempre utile, anche per le bottiglie con qualche anno alle spalle: 30-40 minuti in caraffa aprono gli aromi e ammorbidiscono il tannino. I prezzi partono da circa 22 euro per il DOCG base, salgono a 40-60 euro per la Riserva, e superano i 70 euro per le cuvée da singola vigna delle annate più riuscite.