Una sola regione italiana, tra le poche senza sbocco sul mare, custodisce uno dei rossi più tannici e potenti del Paese: l'Umbria del Sagrantino. È un vino che negli anni Sessanta era quasi estinto, salvato da una manciata di produttori che ne hanno riscoperto la forza. Accanto vivono i bianchi morbidi di Orvieto e il Grechetto, l'uva bianca autoctona più interessante. Qui trovi la mappa per orientarti tra il grande rosso del cuore verde d'Italia e i suoi bianchi.
Il Sagrantino, il rosso più tannico d'Italia
Il Montefalco Sagrantino è un caso a sé: vitigno antico, documentato già nel Cinquecento e usato un tempo per i passiti, oggi dà un rosso secco concentrato che per disciplinare deve affinare almeno trentatré mesi. Viene spesso paragonato al Brunello per gli aromi e al Barolo per la presa tannica, tanto è imponente la sua struttura. È un vino da capire e da attendere, non da bere giovane. Per scoprire il rosso simbolo della regione il punto di partenza è la selezione di Sagrantino di Montefalco.
Orvieto, Grechetto e gli altri rossi umbri
Sul fronte bianco il riferimento storico è l'Orvieto, da sempre legato al Trebbiano e al Grechetto, oggi in versioni più moderne e secche. Proprio il Grechetto è l'uva bianca autoctona di maggior carattere della regione, capace di bianchi sapidi e di buona struttura. Tra i rossi, oltre al Sagrantino, vale la pena ricordare il Torgiano, dove il Sangiovese ha dato alcune delle sue migliori interpretazioni umbre. Per il bianco classico c'è l'Orvieto DOC, mentre per un rosso da Sangiovese di qualità guarda al Torgiano Rosso.
Come scegliere e quanto spendere
L'Umbria copre fasce diverse: un Orvieto o un rosso d'annata si trovano attorno ai 9-14 euro, un buon Torgiano sui 15-22 euro, mentre per il Sagrantino di Montefalco si parte da circa 20-25 euro e si sale ben oltre i 40 per le riserve. La regola pratica: l'Orvieto fresco da aperitivo e pesce; il Sagrantino, potente e tannico, chiede carni rosse importanti, brasati e formaggi molto stagionati, e va aperto con largo anticipo. Per scoprire la regione dal lato rosso più ampio conviene partire dai rossi umbri.