SYRAH

Per secoli si è pensato che il Syrah arrivasse dalla Persia, dalla città di Shiraz, o addirittura dall'antica Siracusa. Un'analisi del DNA del 1998, condotta dalle università di Davis e Montpellier, ha chiuso la questione. Il Syrah è figlio di due vitigni minori del sud-est della Francia, Mondeuse Blanche e Dureza, oggi quasi sconosciuti fuori dalla loro zona d'origine. La sua patria resta comunque il Rodano settentrionale. Qui, nell'Ottocento, i produttori di Bordeaux tagliavano di nascosto i propri vini con Syrah dell'Hermitage per dargli più corpo e colore, una pratica tanto diffusa da lasciare traccia nei testi dell'epoca. Oggi è il sesto vitigno più coltivato al mondo, con oltre 185.000 ettari.

Syrah o Shiraz: non è solo un nome diverso

In etichetta, "Syrah" segnala di solito uno stile più vicino al Rodano: pepe nero, olive nere, note affumicate, struttura tannica che chiede tempo. "Shiraz" è il nome australiano e indica un profilo più concentrato e fruttato, con sentori di frutta scura matura e cioccolato. Non è una differenza cosmetica. Nella valle del Rodano settentrionale, a Hermitage e Côte-Rôtie, il Syrah si vinifica quasi sempre in purezza, al massimo con una piccola quota di Viognier in co-fermentazione. Più a sud, nel Rodano meridionale e nel Languedoc, entra invece negli assemblaggi con Grenache e Mourvèdre. Un vino ancora astringente, con note di pepe o gomma bruciata, è quasi sempre un Syrah del nord bevuto troppo presto.

Dove il Syrah riesce meglio in Italia

Il Syrah arriva in Italia nel 1899, importato in Piemonte da Montpellier. È a Cortona, nella Toscana meridionale, che ha trovato le condizioni migliori: colline calde di giorno e fresche di notte, un'escursione termica che il Rodano non ha. Da lì nasce la DOC Cortona Syrah, tra le poche denominazioni italiane costruite quasi interamente su un vitigno internazionale. Il Syrah cresce bene anche tra i rossi siciliani, dove il clima più caldo produce versioni più rotonde e immediate, spesso in assemblaggio con il Nero d'Avola.

Un Syrah siciliano o del Languedoc parte da 8-12 euro: fruttato, pronto da bere. Tra i 15 e i 30 euro si trovano i Cortona Syrah DOC e i Crozes-Hermitage, che reggono piatti più complessi. Sopra i 30 euro si entra nel territorio di Hermitage, Côte-Rôtie e Shiraz australiani da singolo vigneto: bottiglie da invecchiamento che possono evolvere per decenni.

Domande frequenti sul Syrah

Che tipo di vino è il Syrah?

È un vino rosso a bacca nera, tra i vitigni internazionali più diffusi al mondo. Si riconosce per il colore intenso, i tannini robusti e un profilo aromatico che spazia dal pepe nero e le olive nere dello stile francese al frutto scuro maturo e cioccolato dello stile australiano.

Dove si produce il Syrah in Italia?

Soprattutto a Cortona, in Toscana meridionale, dove ha una DOC quasi interamente dedicata. È diffuso anche in Sicilia, spesso in assemblaggio con il Nero d'Avola, e in misura minore in Piemonte, dove fu introdotto per primo nel 1899.

Quali sono i migliori Syrah italiani?

I riferimenti più solidi vengono dalla DOC Cortona Syrah, dove il vitigno ha trovato l'escursione termica che gli serve per esprimersi con equilibrio. In Sicilia, i Syrah in purezza o in assemblaggio con Nero d'Avola offrono versioni più immediate, adatte a chi cerca un rosso pronto da bere.

A cosa si abbina il Syrah?

Carni alla griglia, agnello arrosto, stufati di selvaggina e formaggi stagionati a crosta lavata. Le versioni più strutturate, come i Cortona Syrah o gli Hermitage, reggono anche piatti a base di cacciagione.

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