Il Ramandolo DOCG è stato il primo vino del Friuli Venezia Giulia a ottenere la denominazione di garanzia, nel 2001. Nasce da un angolo piccolissimo della provincia di Udine, alle pendici del Monte Bernadia, nei comuni di Nimis e Tarcento: una zona così in alto, così esposta e così lavorata a mano sui terrazzamenti che le produzioni totali non superano circa 150.000 bottiglie l'anno. Il vitigno è il Verduzzo Friulano, e ha una caratteristica che quasi nessun'altra uva bianca d'Italia possiede: i tannini nelle bucce. Quella presenza tannica è la ragione per cui il Ramandolo, pur essendo un vino dolce, non stanca mai: l'amarezza lieve dei tannini bilancia lo zucchero e mantiene il sorso vivo.
Come nasce e perché è così raro
La raccolta avviene a fine ottobre, con appassimento parziale delle uve direttamente in pianta. Una volta in cantina, le uve vengono ulteriormente appassite sui graticci prima di essere pigiate, con una fermentazione lenta che concentra gli zuccheri. Il Monte Bernadia, con i suoi 1.732 metri, fa da barriera naturale ai venti freddi del nord e crea nell'area un'"isola climatica" con escursioni termiche elevate: condizioni che concentrano i profumi e mantengono freschezza nel vino dolce. I terreni di marne e arenarie di origine eocenica, la cosiddetta ponca friulana, aggiungono mineralità. In vigna è impossibile meccanizzare: le pendenze sui terrazzamenti sono troppo ripide e ogni operazione si fa a mano. I produttori di riferimento sono Dario Coos, Giovanni Dri (Il Roncat) e La Roncaia. Chi vuole scoprire altri dolci di questo territorio può esplorare i passiti del Friuli su Tannico.
Come servirlo e con cosa abbinarlo
Il Ramandolo si serve a 12-14°C, leggermente fresco ma non freddo: il calore esalta le note di albicocca, miele e acacia, il fresco mantiene viva la freschezza. A tavola funziona meravigliosamente con la Gubana, il dolce tradizionale friulano a base di frutta secca e pasta lievitata, ma anche con i formaggi erborinati come il gorgonzola piccante, il Montasio stagionato, il Pecorino. Il contrasto dolce-piccante è il punto di forza di questo vino. Funziona anche da solo, come vino da meditazione, oppure con del cioccolato fondante. In bottiglia migliora per 3-8 anni dall'annata: la versione giovane è più fruttata, quella evoluta più complessa e ambrata.