La nascita di Les Bertrand affonda le proprie radici nella viticoltura del Beaujolais degli anni Cinquanta, quando Louis Bertrand si stabilisce a Charentay e inizia a dedicarsi alla produzione di vino. A partire dal 1960 sviluppa anche la vendita diretta, costruendo rapporti con i bistrot di Lione e Parigi. È il primo passo di un percorso familiare nel quale attività viticola e attenzione al rapporto diretto con il consumatore procedono insieme.
Nel 1972 Louis, la moglie Renée e il figlio Guy prendono in gestione il Domaine du Château de Grand-Pré, a Fleurie. La famiglia interviene sulla struttura, rimettendo in funzione la cantina e rinnovando gli edifici, dando così nuovo impulso all'azienda. Vent'anni più tardi, nel 1992, sono Guy e la moglie Annick a raccogliere il testimone. La loro gestione coincide con un'ulteriore fase di sviluppo, anche attraverso l'acquisizione di nuove parcelle adiacenti al castello.
Parallelamente alla crescita dell'azienda, cambia anche il modo di intendere il lavoro in vigna. Guy e Annick scelgono progressivamente di ridurre l'intervento della chimica, abbandonando diserbanti e pesticidi e orientandosi verso pratiche più rispettose dell'ambiente. La stessa attenzione entra in cantina, dove vengono sperimentate vinificazioni senza lieviti selezionati e senza aggiunta di anidride solforosa. L'obiettivo diventa quello di accompagnare l'uva e il vino cercando di preservarne il carattere originario.
Il passaggio decisivo arriva nel 2012, quando entra in azienda Yann Bertrand, figlio di Guy e Annick. È anche l'anno in cui il domaine viene certificato in agricoltura biologica e assume il nome “Les Bertrand”. Yann raccoglie l'eredità delle generazioni precedenti, ma imprime al progetto una direzione personale, iniziando a sperimentare la biodinamica e una vinificazione sempre più libera da interventi.
Oggi il domaine lavora circa nove ettari secondo principi biologici, con un progressivo ricorso alla biodinamica. Grande importanza viene attribuita alla salute del suolo e alla sua componente microbiologica, mentre la potatura viene eseguita prevalentemente a gobelet, con densità comprese tra 8.600 e 11.000 ceppi per ettaro.
In cantina Yann interpreta il vino come un prodotto da accompagnare più che da correggere. Le scelte vengono effettuate direttamente dalla squadra del domaine, cercando un equilibrio tra tecniche contemporanee e pratiche tradizionali. Le uve provengono da parcelle differenti, ciascuna considerata nella propria individualità, così come ogni annata viene letta secondo le sue caratteristiche.
La produzione comprende diverse espressioni del Beaujolais, dal Beaujolais-Villages ai cru come Fleurie e Morgon, con il gamay come protagonista. Le vinificazioni privilegiano generalmente fermentazioni poco interventiste e affinamenti pensati per conservare freschezza, frutto e riconoscibilità territoriale. La filosofia di Les Bertrand si traduce così in vini che cercano soprattutto precisione, vitalità e capacità di esprimere il carattere delle singole vigne.