Qual è il miglior Verdicchio dei Castelli di Jesi?
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Dall'anfora alla collina Classico o Riserva Il più giovane Invecchiamento Jesi o Matelica Riserva La TurbianaPer decenni il Verdicchio è stato il bianco della bottiglia ad anfora, quella con l'etichetta a pergamena che si trovava in tante trattorie italiane. Quella bottiglia ha fatto conoscere il vino, ma gli ha anche lasciato un'immagine da souvenir che non corrisponde a quello che c'è oggi nel bicchiere.
Il miglior Verdicchio si sceglie leggendo tre parole in etichetta, Classico, Superiore e Riserva, e decidendo tra due zone: Jesi, a una trentina di chilometri dal mare, o Matelica, nell'entroterra.
Dall'anfora al vino di collina
Quasi tutta la produzione dei Castelli di Jesi passa ancora da cooperative e grandi case commerciali. Negli anni Settanta, nel momento di massima diffusione, molto Verdicchio veniva pastorizzato per reggere i viaggi, a scapito della qualità.
A cambiare le cose sono stati i piccoli produttori della zona Classico, sulle colline attorno a Cupramontana, che hanno iniziato a lavorare su singoli vigneti. Dall'inizio degli anni 2010 hanno avviato anche uno studio per distinguere sottozone in base a esposizione, altitudine e tipo di suolo.
Per un quadro completo della regione c'è la guida ai vini delle Marche.
Classico, Superiore, Riserva: cosa cambia
La DOC Castelli di Jesi, con circa 2.000 ettari, è la più estesa delle Marche e non distingue i vigneti di pianura da quelli di collina. La distinzione la fa la parola Classico, riservata alla zona storica collinare.
Superiore indica rese e gradazione minima più restrittive rispetto alla versione base. Riserva, dal 2011, è invece una denominazione a sé: Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOCG, con almeno 18 mesi di affinamento prima della vendita.
Come leggere l'etichetta
Classico dice da dove vengono le uve, Superiore quanto sono mature, Riserva quanto ha aspettato il vino. Le tre parole si possono combinare: un Classico Superiore viene dalla zona storica e rispetta requisiti di maturità più alti. Per un Verdicchio da bere subito basta un Classico Superiore; per uno da conservare conviene la Riserva.
Il Verdicchio da bere quest'anno
I migliori Verdicchio giovani mostrano mandarino, un'acidità che ricorda il limone e, nel finale, una lieve presa sul palato che li distingue dai bianchi più semplici. È il vino da tenere in frigorifero per la settimana.

Classico Superiore · il bianco di tutti i giorni
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore DOC "Fontevecchia" 2025 - CasalFarneto
9 € · vendemmia 2025
Un Classico Superiore dell'ultima vendemmia al prezzo più basso di questa selezione, 9 €. Accompagna l'antipasto di mare, la frittata di verdure e i primi al pomodoro fresco. Il punto di partenza per capire il vitigno.
Scopri su Tannico →Perché il Verdicchio regge gli anni
La caratteristica che separa il Verdicchio dalla maggior parte dei bianchi italiani è la tenuta nel tempo. I migliori reggono dieci anni e oltre: l'acidità naturale alta fa da struttura mentre il frutto fresco evolve.
Alcuni produttori sono tornati anche a fermentare il mosto a contatto con le bucce, una pratica tradizionale che dà al vino più pienezza. Il tema è approfondito nella guida sui bianchi che invecchiano.

Classico Superiore · con qualche anno in più
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore DOC "Grancasale" 2022 - CasalFarneto
11,30 € · vendemmia 2022
Tre vendemmie in più rispetto ai 2025 di questa guida, a poco più di 11 €. Il modo più economico per capire come cambia un Verdicchio dopo qualche anno di bottiglia. Da aprire accanto al Fontevecchia, per confronto.
Scopri su Tannico →
Classico Superiore · da comprare in due
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore DOC "Bucci" 2025 - Villa Bucci
19,90 € · vendemmia 2025
Il Classico Superiore più impegnativo della selezione, a 19,90 €. Vale la pena prenderne due bottiglie: una da aprire subito, l'altra da lasciare in cantina qualche anno e ritrovare cambiata.
Scopri su Tannico →Jesi o Matelica
Il Verdicchio di Matelica viene da una zona molto più piccola, circa 200 ettari, più interna e più alta, vicino al confine con l'Umbria. Per molto tempo si è detto che desse vini più pieni e caratteriali, grazie a rese appena più basse e a vigneti collinari ben esposti.
Oggi la differenza è meno netta, perché molti produttori dei Castelli di Jesi hanno ridotto le rese per scelta. Anche Matelica ha la sua Riserva DOCG dal 2011.

Matelica · il Verdicchio dell'entroterra
Verdicchio di Matelica DOC 2025 - Collestefano
10,80 € · vendemmia 2025
Per mettere a confronto le due zone basta stapparlo accanto al Fontevecchia. Stessa annata, la 2025, e meno di 2 € di differenza: resta solo il territorio.
Scopri su Tannico →La Riserva, anche in magnum
La Riserva DOCG esce dopo almeno 18 mesi di affinamento ed è la versione pensata per la cantina. Nel formato magnum, da 1,5 litri, la quota di ossigeno rispetto al vino è più bassa, ed è opinione diffusa che il vino evolva più lentamente.
Una selezione completa, dal Classico alla Riserva, è tra i nostri Verdicchio e tra i vini delle Marche.

Riserva DOCG · formato da tavolata
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva DOCG "Salmariano" 2021 Magnum - Marotti Campi (astuccio)
27 € · magnum da 1,5 litri
Una Riserva DOCG 2021 in magnum con astuccio, a 27 €: il formato giusto per una tavolata delle feste o per la cantina. Va servita non troppo fredda, intorno ai 12 °C, per lasciare spazio ai profumi dell'affinamento.
Scopri su Tannico →Un parente che forse conosci già
L'analisi del DNA ha stabilito che il Verdicchio è la stessa varietà del Trebbiano di Soave e del Trebbiano di Lugana, la Turbiana. Nel Soave affianca la Garganega; sul lago di Garda, in purezza e in una zona più calda, dà il Lugana.
Chi apprezza il Lugana conosce quindi già il vitigno. Il Verdicchio delle Marche ne mostra la versione più tesa, con meno corpo e più acidità.
Scopri su Tannico
Verdicchio
Classico, Superiore e Riserva dai Castelli di Jesi e da Matelica.
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